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20/05/2011 - CLORO E TUMORE ALLA VESCICA
fra le cause il cloro in piscina.
 

Informazioni


Corso teorico e pratico di

OSSIGENO OZONO TERAPIA

 


in collaborazione con l'Università di Pavia

Bergamo 25 Febbraio 2012

Crediti ECM richiesti

Gorle - via Roma n°69

Sala Convegni Leonardo

 

Percorso didattico per acquisire titolo Ozonoterapeuta di I Livello

 
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Linfedema

Il linfedema è una condizione patologica che colpisce il sistema linfatico ed è caratterizzata dall’accumulo di linfa nei tessuti di una parte dell’organismo a causa del malfunzionamento o interruzione dei vasi linfatici stessi. Il ristagno della linfa dà quindi origine al linfedema. Colpisce prevalentemente gli arti, che aumentano di volume, mentre la pelle si fa sempre più grinzosa. La parte colpita presenta un forte indurimento e disturbi nelle funzioni. L’occlusione di un vaso linfatico, determinato da cause sia patogene, che congenite ed acquisite, può portare alla rottura dello stesso. Il linfodema si distingue in tre gradi fondamentali. Il primo consiste in un accumulo di acqua che porta ad un edema degli arti inferiori e non provoca grandi disagi; i sintomi sono crampi saltuari, formicolio e prurito. Il secondo grado riguarda l’accumulo di proteine e cataboliti cellulari oltre che di acqua. Il soggetto avverte pesantezza, formicolio e crampi in modo più intenso: i segni tipici sono l’edema sul dorso del piede e l’accentuazione delle pieghe cutanee. Infine si ha il terzo grado, quando il linfedema è irreversibile e non riducibile. La tumefazione è dura e una pressione delle dita sulla pelle, secca e di colore grigiastro, non provoca alcuna depressione. Si parla in questo caso di elefantiasi.


Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento del linfedema prevede 1 o 2 sedute settimanali di Iniezioni locali per un totale di 15 sedute; oppure, a giudizio del medico, una seduta settimanale di Grande Autoemo per un totale di 10 sedute.